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Salubrità dell'ambiente indoor

Nel 1977, la 30^ Assemblea Mondiale della Sanità, ha decretato che una serie di disturbi e malattie del cittadino (dalle semplici irritazioni e dermatiti, alle affezioni di asma invalidante e neoplasie) sono riconducibili agli ambienti confinati, colpa anche dell’architettura contemporanea: infatti in molti edifici costruiti nel dopoguerra sono presenti materiali nocivi, e l’amianto è solo un esempio. Così come nelle nuove costruzioni o in edifici ristrutturati di recente, l’uso inconsapevole di materiali insalubri e prodotti chimici (es. formaldeide), associati alla scarsa ventilazione per il contenimento energetico (oltre la ridotta traspirabilità dei materiali messi in opera) fanno sì che le costruzioni non sia un’oasi di benessere e comfort, ma una trappola per la salute.

Normativa di riferimento

Tutti i materiali producono emissioni in una certa misura, e non sfuggono alla regola i materiali esistenti in natura. I materiali per l'edilizia e le decorazioni di interni emettono varie sostanze chimiche negli ambienti chiusi.

La Classificazione delle emissioni dei materiali da costruzione enuncia i requisiti in materia di emissioni per i materiali impiegati in un'ottica di miglioramento della qualità dell'aria nei locali chiusi. La classe M1 indica un basso livello di emissioni.

 

Il 28 gennaio 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto 11.10.2018 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in merito alla “Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili“.

Tali CAM erano già stati definiti da precedenti Decreti per categorie merceologiche inserite nel Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto n. 135 dell’11 aprile 2008. Tale decreto ha come obiettivi la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, emissioni inquinanti e rischi ambientali.

In particolare, il punto 2.3.5.5, relativo all’emissione dei materiali, prescrive il rispetto di specifici limiti di emissione per i seguenti materiali:

• pitture e vernici

• tessili per pavimentazioni e rivestimenti

• laminati per pavimenti e rivestimenti flessibili

• pavimentazioni e rivestimenti in legno

• altre pavimentazioni (diverse da piastrelle di ceramica e laterizi)

• adesivi e sigillanti

• pannelli per rivestimenti interni (es. lastre in cartongesso)

 

E’ coinvolto, in pratica, ogni materiale edilizio.

Il Codice degli appalti (D.lgs 50/2016) rende obbligatoria l’applicazione dei CAM da parte di tutte le stazioni appaltanti.

Ambiente domestico e ambiente lavorativo

Passando la stessa quantità di tempo tra ambiente lavorativo e ambiente domestico (ambienti a volte coincidenti), risulta importantissimo valutare la salubrità di ciascun luogo.

 

Per gli ambienti lavorativi interviene il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro). Tutte le aziende devono adempiere agli obblighi per la valutazione dei rischi in ambiente di lavoro (il datore di lavoro ha responsabilità penale e amministrativa).

 

Per gli ambienti domestici è bene scegliere materiali edilizi, arredi e componenti d'arredo a bassa emissività, adottare i CAM previsti per le PA ed eventualmente monitorare la situazione esistente con misure ambientali.

Radon (Rn)

Il Radon che migra e si accumula nelle abitazioni ha una prevalente origine “geologica”. Le rocce e le terre che contengono componenti delle serie naturali dell’Uranio, Torio e Attimio, emettono il Radon in forma di gas (che diversi autori indicano con il termine di “geogas”) che trasmigra verso la superficie attraversando il sottosuolo lungo vie preferenziali.

In un sottosuolo prevalentemente roccioso, la distribuzione e le maggiori concentrazioni del gas tendono a coincidere con le direzioni del campo di fratturazione della roccia in quanto la maggiore permeabilità intrinseca è legata a sistemi di faglie, fratture, stratificazioni e alterazioni.

In un sottosuolo prevalentemente alluvionale e detritico (dove prevale la struttura porosa dei materiali aggregati), la distribuzione e le maggiori concentrazioni del gas tendono a coincidere con le strutture a maggiore permeabilità verticale (paleoalvei, conoidi, ventagli di esondazione, ecc.).

Lo studio del gas del suolo può costituire una integrazione ed un ampliamento degli studi geologici finalizzati alla verifica di compatibilità geologica delle strutture di progetto e degli strumenti di pianificazione urbanistica.

Sistema di monitoraggio continuo fino a 60 giorni

Il nostro sistema di monitoraggio propone la misura (in continuo) di:

• campi elettromagnetici (di alta frequenza e di bassa frequenza);

• campi elettromagnetici di reti wi-fi;

• composti organici volatili (VOC);

• radon;

• particolato (polveri, fumo);

• formaldeide;

• anidride carbonica (CO2);

• monossido di carbonio (CO);

• qualità dell’aria (Acido solfidrico, Idrogeno H2, Toluene, Etanolo, Ammoniaca, Anidride Solforosa, Alcohol);

• metano;

• temperatura;

• umidità;

• rumore.

 

Il monitoraggio permette di restituire un indice di qualità ambientale utile a minimizzare i rischi per la salute e promuovere il benessere.